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Le 5 chiese (minori) che nascondono un segreto!

Dopo le 5 chiese maggiori di Roma che proprio non potete perdervi, è arrivata la volta delle 5 chiese minori  cui dovete assolutamente far visita, una volta a Roma!

A volte sembra incredibile come opere di inestimabile bellezza e ricchezza siano esposte in chiese tanto piccole da passare spesso inosservate, se aggiungete poi che essere a contatto con l’ arte in tutta la sua espressione è nella maggior parte dei casi gratis….. capite bene che una visita è d’ obbligo!

Partiamo!

  1. Santa Maria della Vittoria, tra le tante opere di artisti del calibro di Domenichino,
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    L’ Estasi di Santa Teresa

    Guercino e Guido Reni, la grande attrazione è la ” Transverberazione di Santa Teresa” di Bernini risalente al 1644- 1652. Se fate caso, la scena sembra essere il centro di un palcoscenico con tanto di spettatori affacciati alle balconate laterali: si tratta della famiglia Cornèr che commissionò l’ opera.

  2. A Sant’ Ignazio di Loyola, andate al centro della navata centrale e guardate in alto! L’immenso affresco sul soffitto, opera di Andrea Pozzo, vi proietterà letteralmente “verso l’ infinito e oltre!”. Se procedete verso l’ altare fermatevi sul
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    Il Soffitto di Sant’ Ignazio….. che in foto non rende abbastanza!

    cerchio fisso nel marmo del pavimento: di nuovo guardando verso l’alto vedrete la seconda cupola, e muovendovi a destra e a sinistra…vi sembrerà che si stia piegando! L’effetto è dovuto al fatto che la cupola è solo disegnata, di fatto non esiste!!

  3. San Luigi dei Francesi, ospita alcune delle opere di Caravaggio più celebri e famose tra cui  “il Martirio di San Matteo”, “San Matteo e
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    La Vocazione di San Matteo

    l’angelo” e la “Vocazione di san Matteo”; proprio quest’ ultima opera è espressione della magistrale capacità di utilizzare la luce di Caravaggio.

  4. San Pietro in Vincoli, oltre alle catene usate per imprigionare san Pietro durante la sua prigionia a Gerusalemme, qui potrete vedere una delle maggiori opere di Michelangelo, il Mosè. Tra i tanti studi e le
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    Il Mosè di Michelangelo

    tante modifiche apportate a quest’ opera, una delle leggende che mi piacciono di più è quella relativa alla linea di frattura sul ginocchio del protagonista: Michelangelo avrebbe colpito la statua in quel punto con il mazzuolo gridandogli: “Perché non parli?”

  5. Santa Prassede, una delle chiese più  venerate di Roma  a causa del fatto che qui si trova, sotto un disco di porfido nel pavimento,  il pozzo nel quale la santa raccolse i resti ed il sangue delle diverse migliaia di martiri. Altre tradizioni legate a questa chiesa ci dicono che la tavola di
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    La navata centrale di Santa Prassede

    marmo posta a sinistra della navata serviva da letto alla santa che vi dormiva per penitenza, mentre l’urna posta sotto l’architrave d’ingresso racchiuda le ossa di S.Valentino, protettore degli innamorati.

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