Di Tutto e Di Più

5 golosità…belle e buone!

A meno che non siate caduti in una trappola per turisti, state certi che andare a Roma e mangiare male è impossibile!

Adoro passeggiare tra i vicoli del centro e di Trastevere e vedere tovaglie a quadretti sventolare sotto piatti ricolmi di ogni bontà a qualunque ora del giorno, magari col sole e il venticello…..che sogno! Speriamo che si possa tornare presto a riempire i ristoranti romani!

Siete in dubbio su cosa mangiare nella Città Eterna? Vi dò cinque consigli!

PASTA: GRICIA, CARBONARA, AMATRICIANA, CACIO E PEPE…

….Non c’è che da scegliere! Vi arriveranno piatti stracolmi che non aspettano altro di essere svuotati! A proposito, vi ho mai raccontato del mio viaggio alla ricerca della migliore amatriciana di Roma?!

…Non ho fatto in tempo a far la foto!

IL PANINO CON LA MORTAZZA

Fermatevi a campo de’ Fiori, e più precisamente al Forno di Campo de’ Fiori, e chiedete la focaccia con la mortadella… poi sedetevi ai piedi di Giordano Bruno e gustatevela godendovi la vita del mercato attorno a voi!

La focaccia con la mortadella: patrimonio dell’umanità

LA GRATTACHECCA

Vera e propria specialità romana, sono tantissimi che si contendono il titolo di migliore chiosco di Roma! A differenza della granita che viene prodotta con acqua mescolata a sciroppi o succhi e messa a congelare, la grattachecca è composta da ghiaccio grattato da un singolo blocco di grandi dimensioni: consigliatissima nelle giornate estive!

La grattachecca: tutti i gusti più uno!

IL MARITOZZO (SE CON LA PANNA, MEGLIO!)

Aprire il capitolo “dolci” a Roma è come scoperchiare il vaso di Pandora: impossibile nominarli senza dimentircarne qualcuno! Uno per tutti? Il maritozzo! La ricetta avrebbe origini che risalgono sino all’antica Roma: il nome deriverebbe dall’usanza di offrire questo dolce alla propria fidanzata: le future spose che lo ricevevano in dono solevano appunto definire il donante «maritozzo», vezzeggiativo popolare e burlesco di «marito».

Il maritozzo

DOLCI EBRAICI

All’ombra della Sinagoga e nei magici dintorni del Portico d’Ottavia non potrete non fermarvi da Boccione, l’antico forno del Ghetto. Ad aspettarvi ci sarà una bella coda e tutte le specialità kosher:  dai “bruscolini” caldi incrostati di sale,  la treccia con gli zuccherini e le ciliegie candite, il panettone, la challah e i tradizionali biscottoni noti come “ginetti” .

Io, fuori da Boccione, l’antico forno del Ghetto

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *